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CONVENZIONE 6.10.2006 (Rep. 607)

Dipartimento di Protezione Civile-Università della Calabria

ATTIVITÀ PER IL TERZO ANNO

 

A partire dal gennaio del 2008, il CAMIlab è stato fortemente impegnato nell'ambito dell'emergenza idrogeologica conseguente alle precipitazioni diffuse e persistenti che hanno interessato il territorio calabrese nel corso degli inverni 2008-2009 e 2009-2010. Le Ordinanze 3734, 3741, 3862 caratterizzano questo lungo periodo.

Il CAMIlab è stato prima impegnato in un Gruppo di Valutazione a supporto dell'Unità di Crisi attivata dalla Prefettura di Cosenza all'inizio del 2009 e successivamente nell'attività di supporto al Dipartimento e alla Protezione Civile Regionale, nonchè a numerosi Comuni, Province, Prefetture per diversi eventi (tratti vari della A3, San Benedetto Ullano, Maierato, Gimigliano, Janò Rombolotto, Scilla, Tiriolo, Soveria Simeri, SS 18, Belvedere, Verbicaro, Martirano, Conflenti, Longobucco, ecc.). Il CAMIlab ha inoltre offerto supporto operativo sia al Comitato di Indirizzo Regionale (COMIR) previsto dall'OPCM 3741, sia al Gruppo di Lavoro per Difesa del Suolo in Calabria (GLADIS), istituito dal Commissario Delegato. Il CAMIlab ha anche coordinato l'imponente lavoro della Task Force costituita presso l'Università della Calabria, che ha visto mobilitati, per effettuare sopralluoghi, oltre 100 tra docenti, ricercatori, dottorandi ed assegnisti, nonché un gran numero di studenti.

Nel corso di queste attività è stato raccolta una quantità ingente di materiale che può essere molto utile sia per effettuare una più puntuale diagnosi circa l'effettivo stato di dissesto che caratterizza il territorio regionale sia per verificare l'applicabilità dei modelli di preannuncio, attraverso una analisi di dettaglio degli eventi accaduti e dei precursori meteorologici e idrologici.

Si è ritenuto, quindi, opportuno modificare il progetto originario sostituendo le attività previste dal modulo C (Realizzazione di modellistica integrata per le aree di allertamento Umbr a, Umbr b, Umbr c, Umbria) con le seguenti:

  1. inventario e catalogazione degli eventi di frana e di inondazione verificatisi in Calabria nel periodo 2008-2010, e conseguente realizzazione di una banca dati, collegata ad un GIS, che raccolga, in modo organizzato, tutta l'informazione disponibile,
  2. verifica delle soglie pluviometriche attualmente previste a livello regionale,
  3. verifica della capacità dei modelli matematici di preannuncio di prevedere gli eventi accaduti nel periodo di riferimento. In particolare la verifica riguarda modelli quali FLaIR, NASP, ecc., che sono in fase di sperimentazione o di implementazione a livello regionale.

Accanto a queste attività si prevede di sviluppare anche le seguenti:

  1. estensione all'intero territorio regionale del modello FLaIR finora sviluppato solo per le province di Reggio e di Cosenza,
  2. realizzazione di un prototipo di "carta degli scenari di rischio", che a differenza di quelle realizzate in ambito PAI, non si limiti a individuare le aree solo sulla base degli eventi temuti e del valore degli elementi esposti, ma sia capace di orientare le attività di presidio territoriale in fase di gestione dell'emergenza.

L'attività G4 ha lo scopo di rendere omogeneo a scala regionale il livello di copertura del territorio con i diversi modelli, estendendo l'applicazione del modello di preannuncio delle frane, FLaIR, anche alle province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia.

L'attività G5 appare particolarmente utile sulla base dell'esperienza maturata sia a Sarno con la realizzazione delle carte dei punti di possibile crisi, sia in Calabria dove le carte Pai sono risultate sostanzialmente inadeguate per consentire la definizione degli scenari di rischio in corso di evento. L'idea base è quella di produrre per lo stesso contesto geografico più carte di scenari di evento per ciascuna delle quali predisporre la relativa carta di scenario di rischio. Carte di questo tipo sono particolarmente utili in fase di emergenza, perché consentono di individuare i punti di osservazione dai quali seguire l'evoluzione del fenomeno e di avere un immediato riscontro degli elementi a rischio, della loro natura e della loro consistenza, per poter attuare in modo efficace gli eventuali interventi di salvaguardia e di soccorso.

Oltre le attività sopra elencate si prevede di sviluppare anche la seguente:

  1. sviluppo, presso la sede del Centro di Competenza in Calabria, di un Sistema di elaborazione, capace di far funzionare in tempo reale i modelli che sono stati prodotti nell'ambito dell'accordo di programma. Questa azione appare utile anche alla luce delle oggettive difficoltà di inserire, nella fase preoperativa, tale modellistica all'interno del Centro funzionale di Roma.

PRODOTTI

Per ciascuna delle attività previste sarà redatto un rapporto descrittivo dell'attività svolta, per un totale di 6 rapporti. Sarà inoltre realizzato un Sistema informativo per le attività di cui al punto G1, una carta prototipo per le attività di cui al punto G5, un sistema di elaborazione dati per le attività di cui al punto G6.            

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